Chi è Masca Drusilla
Masca Drusilla è il nome con cui Alessandra Balbo, ricercatrice e divulgatrice di folklore piemontese, medicina popolare e antichi saperi, porta avanti un percorso dedicato alla riscoperta e alla valorizzazione della cultura tradizionale del territorio.
Naturopata e aromaterapeuta, affianca allo studio delle fonti storiche ed etnografiche la conoscenza diretta delle piante, molte delle quali coltiva personalmente.
Il progetto Masca Drusilla nasce dall'incontro di questi due mondi: da una parte la ricerca storica e folklorica, dall'altra le piante e i saperi che per secoli hanno attraversato la vita quotidiana delle comunità rurali.
Conoscenze sulle erbe, pratiche di cura, credenze popolari, racconti, figure del folklore e memorie trasmesse attraverso l'esperienza e la tradizione orale diventano così parti di uno stesso percorso di ricerca.

Un posto particolare è occupato dalle masche piemontesi, figure profondamente radicate nell'immaginario e nella memoria del territorio, ma nel tempo spesso sovrapposte a rappresentazioni moderne molto lontane dal loro contesto storico e culturale.
Il lavoro di Masca Drusilla parte dalle fonti storiche ed etnografiche, dagli studi folklorici e dalle testimonianze locali, cercando di distinguere ciò che può essere documentato da ciò che appartiene alla tradizione orale e alla leggenda, senza privare quest'ultima del suo valore culturale.
Perché anche una leggenda, quando viene raccontata per generazioni, dice qualcosa delle persone che l'hanno custodita, delle loro paure, delle loro credenze e del mondo nel quale vivevano.
Le piante e i saperi della cura
Le piante accompagnano il percorso di Masca Drusilla fin dalle sue origini.
L'interesse per il loro impiego tradizionale e per il ruolo che hanno avuto nella medicina popolare non si limita alle proprietà terapeutiche. Nel corso dei secoli le piante sono state alimento e rimedio, veleno e medicina, ma anche protagoniste di credenze, pratiche protettive, paure e superstizioni.
Raccontare una pianta significa quindi ricostruirne gli usi, ma anche raccontare le persone che la raccoglievano, la conoscevano e la utilizzavano. Significa avvicinarsi alla loro quotidianità e a un sapere costruito attraverso l'esperienza, l'osservazione e la trasmissione da una generazione all'altra.
È proprio dall'incontro tra piante, tradizione e materia che sono nati I Tesori di Masca Drusilla®, il primo progetto a portare questo nome.
Creazioni artigianali nelle quali trovano spazio le erbe coltivate personalmente, nate per conservare e raccontare attraverso la materia frammenti di quel patrimonio di storie e saperi.
Dalla ricerca alla divulgazione
La ricerca non rimane confinata nei libri e negli archivi. Una parte fondamentale del progetto è la divulgazione: riportare ciò che emerge dallo studio alle persone e ai territori ai quali quelle storie appartengono.
Da qui nascono conferenze, incontri, laboratori, rievocazioni storiche, eventi culturali e attività sul territorio.
Nel 2026 questo lavoro ha dato vita a due conferenze.
La prima, Erbe e medicinali nei Tempi, è stata presentata a Frossasco (TO), nell'ambito del percorso culturale dedicato alle masche, affrontando il rapporto tra piante, pratiche di cura e medicina attraverso le diverse epoche storiche.
Successivamente, Le Erbe delle Masche è stata presentata all'ElfFest di Lanzo Torinese (TO), approfondendo il rapporto tra la figura della masca, la conoscenza delle piante e le pratiche di cura nella tradizione popolare piemontese.
Nel 2025 è nata l'Associazione Culturale Masca Drusilla, fondata e presieduta da Alessandra Balbo, per dare una forma più ampia al lavoro di ricerca, divulgazione e valorizzazione del patrimonio culturale piemontese.
Attraverso l'Associazione vengono promosse iniziative e collaborazioni dedicate al folklore, alla cultura popolare, alla medicina tradizionale, agli antichi saperi e alla memoria del territorio.
Non per trasformare il passato in qualcosa che non è mai stato, ma per restituirgli voce attraverso le fonti, i luoghi e le testimonianze che ha lasciato.
La scrittura
Nel 2026 il percorso di ricerca ha preso anche la forma della scrittura con Herbarie – Le Streghe che curavano, il primo libro di Masca Drusilla.
Il libro attraversa boschi, montagne, antichi erbari, tradizioni popolari e storia della medicina, seguendo le tracce di alcune delle piante più affascinanti e controverse della nostra tradizione e delle donne che, nel corso dei secoli, potrebbero averle conosciute, raccolte e utilizzate.
Herbarie, masche, guaritrici: donne temute da alcuni e cercate da altri quando la malattia arrivava e la medicina ufficiale era lontana o inaccessibile. Intorno a loro si sono accumulate storie, credenze e immagini che il libro prova a osservare attraverso folklore, etnobotanica e ricerca scientifica, distinguendo per quanto possibile la memoria dalla costruzione successiva.
Ogni pianta diventa così il punto di partenza per ricostruire un frammento di quel mondo e interrogarsi su ciò che quelle donne potevano realmente conoscere attraverso l'esperienza, l'osservazione e la trasmissione dei saperi.
Herbarie non è un libro di magia e non è un manuale di botanica. È un viaggio nella storia delle piante e delle persone che le hanno conosciute, alla ricerca di un patrimonio sospeso tra memoria, natura e osservazione.
La ricerca e la scrittura proseguono oggi attraverso nuovi progetti in lavorazione, dedicati al patrimonio culturale e folklorico piemontese.
Tra storia e memoria
Il lavoro di Masca Drusilla nasce proprio su questo confine.
Tra ciò che un documento permette di ricostruire e ciò che una voce ha continuato a tramandare.
Tra le piante realmente utilizzate e le credenze nate intorno ad esse.
Tra la storia delle persone e le leggende che quelle persone hanno lasciato dietro di sé.
Masca Drusilla non cerca di costruire un passato immaginario, ma di ritrovare le tracce di quello realmente vissuto: nei documenti, nei libri, nelle testimonianze, nei nomi dei luoghi, nelle piante che continuano a crescere lungo un sentiero e nelle storie che qualcuno ricorda ancora di aver sentito raccontare.
È da queste tracce che nasce la ricerca.
Ed è attraverso il racconto che tornano a far parte del presente.