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RICERCA E DIVULGAZIONE

 

Cercare le tracce, restituire le storie

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il lavoro di ricerca di Masca Drusilla nasce dal desiderio di recuperare e raccontare una parte del patrimonio culturale piemontese: folklore, medicina popolare, conoscenze sulle piante, credenze, usanze e memorie tramandate nel tempo.

Il punto di partenza sono le fonti.

Testi storici, studi etnografici e folklorici, pubblicazioni locali, documenti d'archivio e testimonianze vengono messi in relazione con i luoghi nei quali quelle storie sono nate e sono state conservate.

Non tutte le fonti raccontano la stessa cosa e non tutte hanno lo stesso valore. Una testimonianza orale non è un documento d'archivio; una leggenda non è una cronaca; una pratica ricordata da una comunità non può automaticamente essere estesa a un'intera regione.

Proprio queste differenze rendono la ricerca interessante.

L'obiettivo non è dimostrare che una storia sia “vera”, ma cercare di capire da dove provenga, come sia stata raccontata e che cosa possa dirci delle persone e del territorio che l'hanno custodita.

Folklore, luoghi e memoria

 

Il folklore piemontese non è un patrimonio uniforme.

Valli, paesi e comunità hanno conservato racconti, nomi, credenze e tradizioni differenti. Una figura conosciuta in un territorio può cambiare caratteristiche pochi chilometri più lontano; uno stesso termine può assumere significati diversi; una storia può sopravvivere in numerose varianti.

Le masche piemontesi occupano un posto particolare in questo percorso.

Intorno a loro si sono sovrapposti nel tempo storia, processi per stregoneria, memoria popolare, leggenda e, più recentemente, interpretazioni contemporanee che non sempre trovano riscontro nelle fonti.

Studiare le masche significa quindi provare a ricostruire i diversi strati del racconto, senza trasformare automaticamente la donna accusata di stregoneria nella figura leggendaria e senza attribuire alle comunità del passato pratiche o credenze nate molto più tardi.

Ma significa anche ascoltare ciò che è rimasto.

Un racconto tramandato in una famiglia, un toponimo, una storia legata a una borgata o a una pietra possono non dimostrare un fatto storico, ma sono comunque testimonianze della memoria di una comunità.

Ed è quella memoria che il folklore cerca di comprendere.

Piante e medicina popolare

 

Un altro nucleo della ricerca riguarda la medicina popolare e la storia dell'uso delle piante.

Qui la conoscenza diretta del mondo vegetale incontra antichi erbari, testi medici, fonti etnografiche e testimonianze relative alle pratiche di cura.

Le piante vengono osservate non soltanto per ciò che oggi sappiamo dei loro principi attivi, ma per ciò che rappresentavano nelle diverse epoche: quali parti venivano utilizzate, come venivano preparate, quali effetti erano stati riconosciuti attraverso l'esperienza e quali credenze accompagnavano il loro impiego.

Non tutto ciò che appartiene alla medicina popolare era efficace. Non tutto era innocuo. E non tutto ciò che oggi viene presentato come “antico sapere delle erbe” trova realmente riscontro nelle fonti.

Per questo è importante mantenere distinti uso storico, tradizione popolare, credenza e conoscenza scientifica contemporanea.

Studiare la medicina popolare significa prima di tutto ricostruire il rapporto che le comunità del passato avevano con la salute, la malattia e le risorse a loro disposizione.

Dalla ricerca alla divulgazione

 

La ricerca, però, non è destinata a rimanere nei libri e negli archivi.

Una parte fondamentale del progetto Masca Drusilla è restituire ciò che emerge dallo studio alle persone e ai territori, attraverso conferenze, incontri, laboratori, eventi culturali, rievocazioni e collaborazioni.

Divulgare non significa semplificare fino a perdere il significato delle cose.

Significa trovare un linguaggio capace di rendere accessibili fonti e contesti anche a chi non è uno specialista, mantenendo chiara la distinzione tra ciò che è documentato, ciò che può essere ragionevolmente ricostruito e ciò che appartiene alla leggenda.

Perché la leggenda non ha bisogno di diventare storia per avere valore.

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CONFERENZE

Erbe e medicinali nei Tempi

 

Frossasco – 9 maggio 2026

Un percorso attraverso l'evoluzione delle conoscenze sulle piante e delle pratiche di cura nelle diverse epoche storiche, dal mondo antico alla medicina popolare e contadina.

La conferenza, realizzata insieme a Massimiliano Motta, è stata presentata nell'ambito di Le Masche. Storia, natura e leggende, il percorso culturale ideato per il Frossasco Green Fest 2026.

Le Erbe delle Masche

 

ElfFest – Lanzo Torinese – 20 giugno 2026

Un incontro dedicato al rapporto tra le masche, le piante e le pratiche di cura, nato per interrogarsi su quanto di ciò che viene oggi attribuito alle “streghe delle erbe” trovi realmente riscontro nella storia della medicina, nell'etnobotanica e nella tradizione popolare piemontese.

Attraverso piante medicinali, tossiche e rituali, la conferenza ricostruisce il confine tra conoscenza empirica, cura, credenza e leggenda, riportando la figura della masca nel contesto storico e culturale al quale appartiene.

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​​Una ricerca che continua

 

Ogni risposta porta con sé nuove domande.

Una fonte rimanda a un'altra; una testimonianza conduce a un luogo; una parola conservata nella memoria di una comunità può aprire una strada che non era stata prevista.

Per questo la ricerca di Masca Drusilla continua tra biblioteche, archivi, territorio e testimonianze, seguendo percorsi diversi ma legati dallo stesso intento: conservare ciò che può ancora essere raccolto e restituirlo senza cancellare la complessità che lo rende prezioso.

Nuovi progetti di ricerca e divulgazione sono attualmente in corso

Per proposte di incontri, conferenze, attività divulgative o collaborazioni culturali è possibile contattare Masca Drusilla attraverso la pagina Contatti.

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